Mentre Israele ridimensiona il Green pass, dagli Usa i primi attacchi all’Italia: «I fascisti sono tornati»
Mentre in Italia si continua a testa bassa con le restrizioni di ogni tipo e con l’obbligo vaccinale per gli over50, in tutti gli altri Paesi europei stanno cadendo, una dopo l’altra, tutte le misure di contenimento. Anche Israele ha preso un’altra strada, tanto che il governo ha deciso di ridimensionare l’utilizzo del Green pass.
Il certificato verde infatti sarà richiesto solo in particolari occasioni, ossia quelle classificate ad alto rischio e che prevedono un forte assembramento non controllabile. Già dalla prossima domenica, dunque, l’obbligo sarà revocato. Si potrà quindi partecipare senza esibire il lasciapassare ad eventi ricreativi, visitare i musei, entrare nei centri commerciali, al bar e nei ristoranti.
«Sì, i fascisti sono tornati»
Intanto iniziano ad arrivare le prime stilettate all’Italia. Il famoso studioso Steve Hanke, co-direttore e professore nella Johns Hopkins University di Baltimora, nel Maryland (Stati Uniti), ha scritto in un tweet con allegato un articolo del The Wall Street Journal, intitolato “In Italy, No Dolce Vita for the Unvaccinated” (“In Italia, no ‘Dolce Vita’ per i non vaccinati”): «L’Italia continua a schioccare più forte la frusta fascista. Già esclusi da ristoranti, palestre, trasporti locali e altro, gli italiani non vaccinati di età pari o superiore a 50 anni inizieranno a dover pagare 100 euro di multe a partire dal 15 febbraio. Sì, i fascisti sono tornati».