Sanità, Bartolazzi replica a Maieli: «Nessun taglio alle Asl, ma solo una ripartizione»

L’assessore rimanda al mittente anche le accuse di disparità di trattamento tra Asl e Asl, riferendosi in particolare alla denuncia del consigliere di Forza Italia sui presunti tagli previsti all’azienda di Sassari, mantenendo invariati i fondi destinati a Cagliati.
CAGLIARI | 5 aprile 2025. «Nessun taglio è stato fatto sulle assegnazioni di risorse alle Asl a livello regionale ma solo una nuova e più puntuale ripartizione sulla base delle evidenze scaturite dai bilanci consuntivi 2022, licenziati a dicembre 2024». Così l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi replica alle affermazioni (leggi) di Piero Maieli, consigliere regionale di Forza Italia, con cui accusa la Regione di aver previsto decurtazioni per diversi milioni alla sanità sarda, a discapito delle aziende territoriali e a vantaggio di quelle ospedaliere. In particolare Maieli denuncia la cancellazione da parte dell’assessorato di oltre 20 milioni di euro destinati all’Asl di Sassari, e il fatto che, nel quadro generale delle ripartizioni, l’Azienda di Cagliari resterà «incredibilmente immune ai tagli».
«Rassicuriamo il consigliere Maieli: nessun privilegio territoriale e nessun complotto – spiega Bartolazzi –, ma banalmente il riscontro di dati certi che ha determinato il riequilibrio fra le assegnazioni provvisorie, determinate su base presunta nello scorso mese di ottobre, e quelle rimodulate, che consentono finalmente di far ripartire l’attività delle Asl».
«Piuttosto che adombrare inesistenti sperequazioni territoriali – prosegue l’Assessore –, il consigliere Maieli farebbe bene a riflettere sui disagi causati dalla frettolosa riforma introdotta in Sardegna nella scorsa legislatura. Come è noto lo scorporo dell’ATS voluto dal centrodestra con la legge 24 del 2020 ha prodotto una fase di prolungata incertezza che ha dato luogo alla paralisi contabile delle Asl, cui si è iniziato a porre rimedio con l’ingresso del nuovo esecutivo di Alessandra Todde».
«In merito alle accuse di presunte disparità di trattamento fra Asl e Asl – conclude Bartolazzi –, esse appaiono totalmente destituite di fondamento: banalmente, in taluni casi la presunzione di costo iniziale si è rivelata coerente con il dato reale riscontrato in seguito, in altri casi il risultato d’esercizio previsionale è risultato sovrastimato rispetto alla realtà, dando seguito ad una conseguente rimodulazione».
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